La partecipazione della Nazionale FIKTA asd al 39° Campionato europeo di karate Shotokan ESKA svoltosi a Portimão, Portogallo.
Partecipare a un Campionato europeo è sempre un’esperienza forte e così è stata anche quest’anno per la compagine della Nazionale italiana di karate FIKTA asd che ha partecipato alla 39esima edizione del Campionato europeo ESKA.
Dal 28 al 30 novembre 2025, sui cinque tatami dell’Arena di Portimão in Portogallo, si sono cimentate 22 squadre europee per un totale di 369 atleti. La squadra azzurra, composta da dodici elementi per il kata e da quindici per il kumite, si è onorevolmente classificata al 2° posto del medagliere dopo il Portogallo, padrone di casa, conquistando 13 medaglie: 4 ori, 3 argenti, 6 bronzi.
Il nostro gruppo di atleti e atlete in quei giorni emanava un’energia davvero speciale, si percepiva una coesione forte, autentica, quasi naturale: i “veterani” si prendevano cura dei più giovani, accompagnandoli con una presenza costante e un supporto non sempre silenzioso, ma fondamentale. Atleti di grande esperienza vi si sono dedicati con attenzione, guidandoli e incoraggiandoli nel modo più spontaneo possibile. Ogni membro della squadra, a modo suo, sembrava voler costruire un’atmosfera positiva, dove ciascuno potesse sentirsi parte di qualcosa di più grande della gara in sé.
13 medaglie: 4 ori, 3 argenti, 6 bronzi.
La prima tifosa è stata sicuramente la Presidente Yuri Shirai, con la sua capacità di emozionarsi per ogni vittoria, piccola o grande che fosse, sostenendo gli atleti a bordo tatami con un entusiasmo genuino. Non stava semplicemente guardando la gara, stava vivendo ogni istante insieme a loro. Perciò, le abbiamo chiesto le sue impressioni: «Le gare mi trasmettono sempre un sacco di emozioni. Questo campionato è stato importante sotto vari aspetti e ciò che mi hanno lasciato le gare è veramente tanto. Mi sono anche commossa quando ho visto il kata delle semifinali a squadre maschili e lo stesso quando ha vinto Carlo Nardi, perche è un ragazzo d’oro e mi è piaciuto molto il suo kata.
D’altronde mi emoziono anche ogni volta che assisto ai combattimenti di kumite delle squadre femminili e maschili, dovendo trattenermi dall’intervenire sui tatami (come il mio istinto di coach mi spingerebbe a fare), ma le sensazioni della gara sono forti e lasciano sempre qualcosa dentro. Mi fanno crescere, ma soprattutto mi fanno sentire viva!
Per quanto riguarda la Fikta asd questo europeo ha segnato un momento speciale: quello che è successo nella sala del congresso è stato tanto!
Quel mattino, al risveglio ho pensato “papà se questa è la strada giusta sarai tu a indicarmela” e poi, quando abbiamo avuto la comunicazione che Fikta sarebbe entrata quale rappresentante ufficiale dell’Italia in ESKA, il mio cuore si è riempito di gioia! Penso che sia la cosa giusta e sono felice che l’abbiano capito, come sono contenta che il lavoro che stiamo facendo abbia funzionato e, soprattutto, che le persone che mi stanno vicino e quelli che operano in Fikta abbiano ancora l’opportunità di poter partecipare a questo circuito internazionale molto valido e che porta avanti la nostra tradizione».
Quando abbiamo avuto la comunicazione che Fikta sarebbe entrata quale rappresentante ufficiale dell’Italia in ESKA, il mio cuore si è riempito di gioia! (Yuri Shirai)
Abbiamo chiesto un commento anche al M° Pasquale Acri, allenatore della squadra di kata: «La cosa che mi ha dato più soddisfazione è stata vedere i ragazzi fare in gara quello che vedo in allenamento. Hanno tirato fuori un kata pulito, deciso, con tanta concentrazione. Le medaglie fanno piacere, certo, ma quello che mi ha colpito davvero è come siano riusciti a gestire la pressione e a mostrare il loro vero livello. È stato bello vederli così maturi sul tatami. Le nuove leve stanno crescendo bene, hanno tanto entusiasmo e tanta voglia di imparare. Stanno trovando il loro posto nel gruppo e a ogni gara si vede un passo avanti. Hanno ancora ampi margini, soprattutto nella potenza e nel ritmo, ma il potenziale è davvero grande. Se continuano così, possono arrivare molto lontano».
Il capitano Simone Romani ha descritto questo Europeo come una “montagna russa di emozioni”, ecco cosa ne pensa il M° Silvio Campari, coach della squadra di kumite: «Il capitano ci ha azzeccato. Dal mio punto di vista i ragazzi patiscono nella “parte emozionale” e qualche volta alcuni di loro mancano di fiducia in se stessi, ritenendo gli altri più pronti ad affrontare un europeo. Io penso che abbiano fatto una grande gara, anche se qualcuno negli individuali è uscito al primo turno e altri sono arrivati in finale di pool, con degli ottimi incontri. Ad esempio Simone Brusinelli ha perso al kettei sen con il fortissimo inglese, erano 1-1, e poi c’è stata la decisione arbitrale… che subiamo spesso, ma questo ci porta onore. A livello di squadra gli atleti hanno una grande forza, perché sono molto uniti, anche se nell’individuale molti non trovano la carica e l’energia per affrontare le gare e questa è una cosa su cui dobbiamo lavorare da qui al mondiale, passando per l’europeo del 2026 in Serbia. Faccio i complimenti ai ragazzi per la gestione delle emozioni, perché non è facile superare certi ostacoli e nemmeno sopportarmi, perché anch’io in quei momenti vivo grandi emozioni. Sicuramente dal mondiale WSKA avevamo lavorato molto sulla difesa e, quindi, eravamo un po’ carenti nell’attacco. Siamo migliorati molto nella gestione pre-attacco e soprattutto nella precisione dell’attacco facendo un lavoro specifico. Forse manchiamo un po’ di esperienze “internazionali”, perché molti di loro erano al primo europeo, oltre a essere una squadra giovane che si sta ricostruendo dopo il ritiro di alcuni veterani che hanno fatto il campionato per molti anni. Sono in un momento di crescita, ad esempio Iacopo Scilingo, il nuovo esordio dei cadetti, ha fatto un ottimo europeo arrivando 3°, perdendo per decisione arbitrale. Direi che quando vincono i giovani il futuro è assicurato e vogliamo costruire una squadra forte da qui al mondiale 2027».
Direi che quando vincono i giovani il futuro è assicurato e vogliamo costruire una squadra forte da qui al mondiale 2027. (Silvio Campari)
Abbiamo sentito anche il capitano del team kumite Simone Romani: «Come sempre abbiamo messo sul tatami ciò che avevamo dentro, riuscendo, ma con delle riserve, a difendere comunque il nostro orgoglio. Per il kumite infatti è stato un weekend particolare, oserei dire una montagna russa di emozioni, dove lo studio della distanza, del tempo di attacco e difesa, ma soprattutto di spirito, hanno fatto la differenza tra grandi prestazioni e amaro in bocca. Combattere non è mai semplice e se manca una spinta emotiva interna risalire il tabellone diventa complicato. Analizzando però delle prestazioni particolari, si può notare che l’efficacia della nostra iniziativa, che porta sia a un’attacco diretto, ma anche a una pressione che obbliga l’avversario a subire la nostra rimessa, funziona e mette in difficoltà anche nei combattimenti di vertice, dove veramente basta, parafrasando una bilancia, un piccolo grammo per spostare il risultato a favore o meno. Tenere un’avversario in uno stato di pressione costante, per cercare uno spazio dove poter infilare la nostra tecnica, è ormai una delle nostre caratteristiche, applicata benissimo da molti ragazzi, ma quando questa essenza viene a mancare e il ragionamento critico non è applicato, può succedere tutto il contrario. Un waza-ari, a quel livello può essere fondamentale per la vittoria, come incredibilmente difficile da recuperare. Una piccola cosa decreta la riuscita di mesi di impegno, ma in caso contrario insegna. Sono fortunato ad aver visto grandi ragazzi prendersi ciò che meritano e altri, compreso me, imparare, perché alla fine l’essenza dell’analisi del kumite è questa, tutta raggruppata in un minimo grammo su una bilancia».
Combattere non è mai semplice e se manca una spinta emotiva interna risalire il tabellone diventa complicato.(Simone Romani)
Concludiamo con il commento del capitano uscente per il team kata FrancescoRocchetti: «Nelle categorie cadetti e juniores il livello delle gare era molto alto, ma i nostri atleti si sono difesi con determinazione conquistando un 2° posto nell’individuale maschile juniores e un 1° posto con la squadra maschile. Come spesso accade, il nostro livello tecnico si è confermato superiore, mentre gli atleti delle altre nazioni, pur con impostazioni diverse, hanno mostrato un kime davvero notevole.
Nella gara senior il dominio è stato tutto italiano: 1°, 2° e 3° posto nell’individuale maschile, oro nell’individuale femminile, un oro e un argento per le squadre, maschile e femminile. I senior hanno raggiunto un livello elevatissimo grazie al lavoro ventennale del M° Acri e all’impegno instancabile degli atleti, che mettono sempre tutto il cuore in ciò che fanno. Allo stesso tempo, cadetti e juniores hanno dimostrato di avere un potenziale enorme: servirà molto lavoro nel prossimo futuro, ma le basi per continuare a crescere ci sono tutte».
LA CLASSIFICA
GABRIELI GIULIA – 1° posto Senior ladies individual kata
NARDI CARLO – 1° posto Senior men individual kata
MULAZZANI, BINDI e RICCIARDI – 1° posto Junior men team kata
BINDI, NARDI e ROCCHETTI – 1° posto Senior men team kata
BINDI LEONARDO – 2° posto Junior men individual kata
ROCCHETTI FRANCESCO – 2° posto Senior men individual kata
GABRIELI, MARMIROLI e SINICANTE – 2° posto Senior ladies team kata
SCILINGO IACOPO – 3° posto Cadet men individual kumite
BINDI ALESSANDRO – 3° posto Senior men individual kata
COSSA, CAMPARI, BABBINI, RIZZATO – 3° posto Senior ladies team kumite
BOVO, BRUSINELLI, CANNIZZO, MARRONE, NARDELLOTTO, ROMANI e TRIOLO – 3° posto Senior men team kumite
DI MAGGIO MANUELA – 4° posto Junior ladies individual kata











