È la conclusione di un impegno che avevo preso con mio papà: la promessa di portare la Fikta all’interno della federazione ufficiale, esclusivamente con uno spazio dedicato a noi.
Presidente, la firma dell’accordo tra Fikta e Fijlkam rappresenta un passaggio storico per il karate italiano, per Lei ha avuto anche un significato personale, oltre che istituzionale?
Sì, questa firma [del 6 agosto 2026 N.d.R.] rappresenta veramente un passaggio storico per il karate italiano. Non posso nascondere che per me ha un importante valore personale: è la conclusione di un impegno che avevo preso con mio papà. La promessa di portare la Fikta all’interno della federazione ufficiale, esclusivamente con uno spazio dedicato a noi. Uno spazio che possa mantenere viva la nostra tradizione attraverso la pratica continua del karate che il Maestro Shirai ci ha trasmesso con perseveranza, tenacia, ma anche e soprattutto con amore.
L’aspetto più importante è sicuramente la tutela della nostra tecnica attraverso la possibilità di mantenere viva la Fikta.
Che cosa le ha fatto dire: “Questa volta ci sono le condizioni per farlo”?
Rispetto all’accordo che era stato proposto a Fikta nel 2023 ci sono stati diversi cambiamenti. L’aspetto più importante è sicuramente la tutela della nostra tecnica attraverso la possibilità di mantenere viva la Fikta, che continuerà ad avere un calendario di eventi dedicato a tutti i nostri praticanti.
Molti praticanti temono che, entrando in una federazione più grande, il karate tradizionale possa perdere lentamente la propria identità. Lei che cosa vorrebbe dire oggi ai Maestri e ai praticanti che guardano a questo accordo con timore o diffidenza? È una paura comprensibile? Quali garanzie sono state previste?
Timore e diffidenza sono due sentimenti legittimi che, ovviamente, ho percepito anche io, ma ho più timore di rimanere in una “scatola” che, piano piano, potrebbe diventare piccola.
Io penso che vivere sia cambiamento e penso che vivere sia affrontare ciò che ci viene permesso di attraversare. La garanzia che tutto funzioni non esiste, esistono però la forza, l’energia, la costanza e la voglia di praticare. Se la Fikta ha avuto la forza di risorgere dopo tante avversità e ha avuto la forza di ritornare un’associazione solida, dando fiducia a tutti i nostri praticanti, significa che saranno proprio i nostri tecnici a tenere viva la nostra storia, anche attraverso nuove esperienze e confronti con una realtà diversa da quella che conosciamo. Ampliare i nostri orizzonti senza perdere la nostra tradizione, significa crescere anche sotto l’aspetto tecnico.
Io penso che vivere sia cambiamento e penso che vivere sia affrontare ciò che ci viene permesso di attraversare.
Che cosa cambierà concretamente per la FIKTA e che cosa, invece, continuerà come prima?
La Fikta sarà sempre un riferimento per tutte tutti i nostri tecnici, come è stato negli ultimi due anni, da quando la Fikta è diventata un’associazione sportiva. Le società si affilieranno alla federazione ufficiale, quindi, con i benefici fiscali e giuridici che questo può comportare, ma nello stesso tempo potranno continuare come stanno facendo a seguire gli eventi tecnici e agonistici del calendario della Fikta asd.
La nuova Commissione porterà il nome del Maestro Hiroshi Shirai, quali decisioni potrà ancora prendere autonomamente e su quali dovrà confrontarsi con la FIJLKAM?
La nuova Commissione Karate Do Hiroshi Shirai cultura e tradizione sarà il tramite tra la Fikta ASD e la Fijlkam. La commissione sarà formata da cinque membri, di cui quattro nominati dalla Fikta, e avrà il compito di coordinare i programmi tecnici, il calendario agonistico, formativo e promozionale, nonché gli esami di graduazione da primo a sesto Dan. Saranno inoltre nominati referenti regionali per garantire il coordinamento sul territorio italiano.
La nuova Commissione Karate Do Hiroshi Shirai cultura e tradizione sarà il tramite tra la Fikta ASD e la Fijlkam.
Infine, vorrei aggiungere un pensiero personale.
Alla firma dell’accordo non mi sono sentita da sola in quella stanza, ma mi sono sentita sostenuta dai nostri tecnici, dai consiglieri, dai Maestri e dalla Dirigenza, che mi hanno aiutato in questi due anni a raggiungere l’accordo definitivo. Senza il loro sostegno, il loro aiuto e la loro fiducia, non sarei mai arrivata in quella sala congressi ad apporre la mia firma su quell’accordo. Per questo io sento che la Fikta, unita e determinata, potrà continuare a mantenere viva la nostra tradizione all’interno della federazione.











