Con Vladi Vardiero, Presidente del Comitato Veneto Karate FIJLKAM e tra gli iniziali promotori dell’intesa, ripercorriamo le tappe che hanno condotto all’accordo, chiarendone alcuni aspetti.
Nel 2022 a KarateDo Magazine Lei dichiarava: “La mia idea sarebbe di far diventare la FIJLKAM una sorta di confederazione o, meglio, stringere convenzioni con gli altri enti […] Nelle palestre di karate tutto gira intorno alla figura del maestro, portatore di valori. Rispetto ad altri sport, il nostro valore aggiunto sono i principi: le regole, il saluto, il rispetto” Già l’anno successivo, però, l’accordo con la FIKTA non andò in porto. Da quanto tempo portava avanti questo progetto e come si è sviluppato negli anni?
Con questo passaggio, la FIJLKAM torna a essere a tutti gli effetti la casa del karate italiano in tutte le sue anime.
In realtà, l’idea era nella mia testa fin dal 1989, anno del distacco definitivo del Maestro Shirai dalla Federazione e della conseguente nascita della FIKTA. Ho vissuto in prima persona gli ultimi quarantasette anni di trasformazioni nel mondo del karate. Nel 1979 ero un giovane agonista pieno di entusiasmo, innamorato di questo sport e tesserato FESIKA. Ricordo gli scontri epici tra la nostra scuola e quella della FIK, che adottava lo stile Wado-ryu: due modi completamente diversi di affrontare il combattimento. Noi eravamo tecnicamente lineari, precisi e inarrestabili; loro mobili, scattanti e straordinari nell’uso dei calci.
Tra unificazioni, scissioni e successive riunificazioni, nell’89 mi trovai di fronte a una scelta dolorosa: rimanere in Federazione o seguire il mio Maestro e la compagine veneta che usciva per costituire la FIKTA. Rimanere quasi solo nel mio gruppo fu una decisione moralmente gravosa, ma giurai a me stesso che un giorno saremmo tornati insieme. Scelsi la Federazione per il bene dei miei allievi, che stavano ottenendo risultati importanti a livello nazionale e internazionale, e per proseguire la mia carriera arbitrale, che in quindici anni mi avrebbe portato ai vertici europei e mondiali.
Insieme a mio padre, più volte Presidente del Comitato Regionale, ho portato avanti diversi progetti sportivi – tra cui la nascita della “Venice Cup”. Ho sempre combattuto mantenendo la mia indipendenza, senza mai “portare la borsa” a nessuno. Ciò che è accaduto dopo, non tutti lo conoscono: per sottrarmi agli attacchi della giustizia sportiva, usata contro di me come una clava, dovetti persino prendere la residenza all’estero, pur mantenendo la mia società in Federazione. Nonostante tutto, sono riuscito a sopravvivere e a conservare il mio ruolo di ufficiale di gara internazionale, fino a essere eletto nel 2004 membro della Commissione Arbitrale Europea. Furono anni complessi, che purtroppo mi costarono la partecipazione alla prima Olimpiade del karate a Tokyo.
Dal punto di vista formale non si tratta di una fusione, ma di un’inclusione: entrambi i soggetti continuano a operare senza sciogliersi.
Seguirono poi il mio rientro e la completa riabilitazione in Federazione grazie a Davide Benetello, oltre a un nuovo impegno, sia tecnico sia politico.
Nel 2021 sono stato eletto Presidente del Settore Karate in Veneto e ho visto finalmente l’opportunità di concretizzare il rientro della FIKTA in FIJLKAM.
Sono partito dalla mia regione creando la Commissione Karate Non Agonistico e coinvolgendo il M° Ofelio Michielan come referente del Karate Tradizionale. Ofelio è diventato l’interlocutore chiave: senza la sua lungimiranza non saremmo mai arrivati a questo risultato.
Convinto il Presidente di Settore Davide Benetello, che ha creduto fin da subito nella sfida, ho iniziato il lavoro d’archivio, sistemando le posizioni di società e tecnici rientrati negli anni ,ma mai pienamente regolarizzati nei gradi e nelle qualifiche.
Nel 2022 le due federazioni hanno istituito una Commissione Speciale paritetica (Benetello, Vardiero, Colaiacomo e Valdesi per la FIJLKAM; Acri, Benocci, Giordano e Campari per la FIKTA). A ottobre 2023 la Commissione ha sottoscritto un accordo inviato ai rispettivi direttivi.
Tuttavia, la FIKTA ha sorpreso tutti smentendo i propri delegati e bloccando le trattative per puntare al rinnovo della vecchia convenzione. Preso atto dell’impossibilità di proseguire su quella strada, i rapporti si sono chiusi il 31 dicembre 2023.
La successiva riforma statutaria della FIKTA e il mancato inserimento nel RAS e nel Registro CONI hanno portato all’espulsione dell’ente da entrambi i registri. Nel frattempo, la FIJLKAM ha istituito la Commissione Nazionale Karate-Do Tradizionale Shotokan (composta dai Maestri Fugazza, Acri, Michielan e dal sottoscritto), organizzando a ottobre 2024 un primo raduno a Chioggia con 250 tecnici. In quell’occasione, durante gli eventi del Mondiale WKF di Jesolo, il Presidente Benetello e il Segretario Generale WKF Nagura hanno consegnato il 10° Dan alla figlia del Maestro Shirai, Yuri.
Dopo la bocciatura dell’ipotesi APS e le dimissioni del direttivo FIKTA, la Mª Yuri Shirai è stata eletta Presidente della nuova ASD “FIKTA HIROSHI SHIRAI KARATEDO”.
A giugno 2025 sono riprese le trattative con la FIJLKAM, culminate il 6 agosto 2026 con la firma dell’accordo definitivo.
Dal suo punto di vista, qual è l’elemento chiave in grado di superare le reciproche diffidenze e favorire questa unificazione?
La componente FIKTA riporta all’interno della FIJLKAM quella parte d’identità che aveva dato vita alla FIKDA nel 1979. Non si tratta solo di aspetti tecnici, ma storici e culturali. La Federazione non poteva ignorare che una fetta importante della storia del karate italiano appartiene a chi ha seguito il M° Shirai fin dal suo arrivo in Italia nel 1965. Con questo passaggio, la FIJLKAM torna a essere a tutti gli effetti la casa del karate italiano in tutte le sue anime.
Solo il tempo confermerà la bontà di questo percorso, ma ho piena fiducia nelle nuove generazioni.
Si parla di riunificazione, ma la FIKTA continuerà a gestire le proprie attività. Concretamente, che forma assume questo accordo?
Dal punto di vista formale non si tratta di una fusione, ma di un’inclusione: entrambi i soggetti continuano a operare senza sciogliersi. La nuova FIKTA ASD – capofila di una rete di oltre 200 società e 650 tecnici – proseguirà la gestione delle attività promozionali della scuola del M° Shirai all’interno della Federazione.
I tecnici vedranno equiparati gradi e qualifiche e si aggiorneranno secondo le direttive della Scuola Nazionale. Sul piano sportivo, la FIJLKAM integrerà nei propri regolamenti la specialità Shobu Ippon, inizialmente arbitrata da ufficiali di gara FIKTA, che verranno progressivamente inseriti nel gruppo federale. Gli esami di grado seguiranno le tempistiche federali, con commissioni d’esame dedicate alla scuola del M° Shirai. Il coordinamento sarà affidato alla Commissione Nazionale “Hiroshi Shirai Karate-Do Cultura e Tradizione”, inserita nel ROF federale.
Per le società affiliate questo passaggio comporterà una semplificazione oppure nuovi adempimenti e costi?
Le società FIKTA che si affiliano alla FIJLKAM verseranno esclusivamente le quote previste dalle norme federali, usufruendo in molti casi di tariffe inferiori rispetto al passato. Inoltre, avranno accesso a tutta la rete di servizi, strutture ed eventi della Federazione, sia a livello regionale sia nazionale. I benefici operativi e organizzativi supereranno di gran lunga i nuovi adempimenti.
Solo il tempo confermerà la bontà di questo percorso, ma ho piena fiducia nelle nuove generazioni. L’auspicio è che questo passo faccia da apripista anche per le altre realtà ancora all’esterno, dimostrando che è giunto il momento di unire le tante anime del karate italiano.











