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Luce nelle Tenebre

Luce nelle Tenebre

Rickson Gracie, leggenda vivente del Brazilian Jiu Jitsu, attraverso il racconto della sua vita accompagna il lettore in un viaggio che va oltre il tatami.

Autore: Rickson Gracie
Editore: Edizioni il Punto d’Incontro
Prefazione: Peter Maguire
Pagine: 256
Pubblicazione: 2024

 

Rickson Gracie, leggenda vivente del Brazilian Jiu Jitsu e figura chiave nella nascita delle arti marziali miste (MMA) e del suo “jiu jitsu invisibile”, è riconosciuto come uno dei più grandi maestri di BJJ.
Nato il 21 novembre 1958 a Rio de Janeiro, Brasile, è il terzo figlio del Gran Maestro Hélio Gracie, cofondatore del BJJ. Dopo il ritiro dalle competizioni nel 2000, Rickson ha dedicato la sua vita all’insegnamento e alla diffusione del BJJ, sviluppando il concetto di invisible jiu-jitsu. Questa filosofia si concentra su dettagli impercettibili come la respirazione, la postura, l’equilibrio e la connessione, elementi che trasformano le tecniche visibili in un’arte marziale profonda e raffinata. Nel 2017 Rickson Gracie è stato promosso al grado di cintura rossa, il secondo più alto nel BJJ, riconoscimento riservato a pochi maestri nel mondo.

In Luce nelle tenebre, Rickson Gracie ci accompagna in un viaggio che va oltre il tatami. Con sincerità e lucidità, racconta episodi chiave della sua vita, dalle sfide sportive più dure, al morbo di Parkinson, fino alla tragedia personale più profonda: la perdita di un figlio. E lo fa con una forza d’animo che solo chi ha affrontato le proprie “tenebre” può trasmettere.
È un libro che parla a tutti, non solo a chi pratica arti marziali, ma anche a chi cerca una guida per affrontare la vita con maggiore consapevolezza. È un’opera che invita a riflettere, a respirare più profondamente e a trasformare le difficoltà in opportunità di crescita.

Dall’introduzione di Peter Maguire, co-autore:
“Sebbene i tre decenni di dominio totale di Rickson nel Jiu Jitsu siano stupefacenti, ancora più sorprendente è la serenità e la profondità spirituale del suo approccio al combattimento.
Alcuni considerano il Jiu Jitsu un’arte marziale, altri uno sport, ma per Rickson Gracie è il sistema filosofico che usa per affrontare e vincere le sfide della vita, per mantenere la felicità e la pace interiore.
Il suo regime di allenamento non è né imponente, né autoreferenziale, né esibizionistico; al contrario, è giocoso, flessibile e persino spensierato. Quando si allena Gracie non conta le ripetizioni e non guarda l’orologio, cerca piuttosto di raggiungere uno stato di equilibrio tra mente, corpo e spirito.
Per Rickson Gracie la sua arte non è uno sport, ma una pratica filosofica. Secondo lui, gli aspetti più interessanti delle arti marziali non sono le tecniche, ma gli elementi invisibili: le sensazioni in continuo mutamento del tatto, del peso e dello slancio. Le sue spiegazioni del jiu jitsu ricordano la descrizione della “saggezza immutabile” nell’arte della spada del monaco buddista Takuan Soho o il “controllo inconscio” nel tiro con l’arco zen di Eugen Herrigel.
Oggi il campione si è ritirato e non è più interessato alle MMA o al jiu jitsu agonistico. Piuttosto, sfrutta la sua arte come strumento didattico per aiutare gli studenti a comprendere la propria interiorità”. 

Redazione
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