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L’eredità tecnica del Maestro Funakoshi – Parte 3

L’eredità tecnica del Maestro Funakoshi – Parte 3

Le tecniche di proiezione illustrate da GichinFunakoshi nel suo primo libro “Ryūkyū Kenpō: Karate”.

Sono passati cento anni da quando il maestro Gichin Funakoshi, il padre dello Shōtōkan-ryū, pubblicò il suo primo libro Ryūkyū Kenpō: Karate / 琉球拳法唐手. Instancabile divulgatore di Karate nel Giappone continentale, Funakoshi è stato senza dubbio uno dei pionieri dell’arte più prolifici in assoluto in fatto di opere scritte.
Nell’anno del centenario dell’uscita del suo libro, ho deciso di pubblicare una mia informale traduzione di piccole parti del testo. Per quanto possibile, ho cercato di essere fedele al testo originale, tenendo conto del furigana che Funakoshi include spesso per la lettura di alcuni kanji (anche se questo porta a qualche pronuncia ritenuta oggigiorno scorretta).

Se non hai letto le prime due parti, ti consiglio di farlo: 1 e 2.

Le tecniche di proiezione
Prima di giungere alla sezione dedicata ai kata, il maestro presenta otto tecniche di proiezione [投技 / nage waza]:

Fig. n. 1: 捻倒 / Nejidaoshi: “torsione verso il basso”. Funakoshi ci dice che questa tecnica di proiezione è un 變手/kaete di Naihanchi Shodan.

Fig. n. 2: 鎻環 / Kusariwa: “anello di catena”. Funakoshi ci dice che questa tecnica di proiezione è un’applicazione del kaete di Passai.

Fig. n. 3: 谷落 / Tani otoshi: “caduta a valle”.

Fig. n. 4: 槍玉 / Yaridama: “infilzare una palla” [originariamente yari-dama significava mettere una testa mozzata sulla lancia come se fosse una palla; oggigiorno i giapponesi usano più comunemente l’espressione 槍玉に挙げる / yari-dama ni ageru, col significato di concentrare le colpe su di una persona come la testa sulla lancia].

Fig. n. 5: 跛倒 / Bikkodaoshi: “capovolgere lo zoppo” [il termine 跛 / bikko (zoppo) è un termine/kanji socialmente inaccettabile nel Giappone odierno, tant’è che lo stesso Funakoshi, in relazione a questa tecnica, lo sostituirà già nel suo libro successivo].

Fig. n. 6: 頸環 / Kubiwa: “cerchio intorno al collo” [da cui “avvolgere il collo”].

Fig. n. 7: 腕倒 / Udedaoshi: “caduta di spalle“ o “piegare la spalla“.

Fig. n. 8: 咽押 / Nodo osae: “pressione alla gola”.

Anche in questo caso Funakoshi ci dà alcuni riferimenti importanti, nel senso che ci rivela come alcune di queste tecniche di proiezione siano applicazioni di ben precisi kata; in particolare specifica che:

  • Nejidaoshi è un kaete [變手 / かへて, stessi kanji di hente, ma letti diversamente] di Naihanchi Shodan.
  • Kusariwa è un’applicazione del kaete [應用の變手 = 応用の変手 / oyō no kaete] di Passai.

Vorrei soffermarmi ancora un po’ sulle tecniche di proiezione proposte da Funakoshi e riportare il testo della già citata Nodo Osae:
相手の突込んで來る右手を此方の右手で逆に受けるや直ぐに左手と受け代へ、其手を辷らして首を摑み、相手を將に倒さんとする處。
[Note: 來る = 来る, 代へ = 替え, = , 摑み = 掴み]
Il testo, per quanto breve, è davvero interessante. Eccone la traduzione grossolana, poi ci addentreremo subito nei dettagli:
Non appena l’affondo di mano destra dell’avversario è stato ricevuto ‘in opposto’ con la mano destra, sostituiscila immediatamente con la mano sinistra e falla scorrere fino ad afferrare il collo dell’avversario, cosicché da proiettarlo.

Partiamo dall’azione dell’aggressore [相手 / aite]: 突込んで來る / tsukikonde kuru. L’aggressore sta venendo verso di noi [來る / kuru], con un affondo di mano destra. /tsuki significa spinta e l’uso di /komi ci indica che la spinta/affondo “rimane”, il braccio non viene ritratto.
In pratica, l’azione descrive l’aggressore spingerci vigorosamente contro qualcosa (un muro, una colonna), oppure come se volesse afferrarci i vestiti, continuando a spingere per sbilanciarci o per colpirci con l’altro braccio; non è certo un’azione di affondo di tipo sportivo (pugno e ritrazione immediata del braccio, similmente a una stoccata). In pratica l’azione assomiglia a un’aggressione improvvisa, “da bar”.

L’azione di chi difende parte con una “ricezione destra in opposto” [右手で逆に受ける / migite de gyaku ni ukeru]. In questo contesto significa che la ricezione con la mano destra è eseguita portando avanti la gamba destra: in altre parole, sia chi attacca, sia chi difende, si troverà col lato destro avanzato.
Il verbo usato è 受ける / ukeru, cioè “ricevere”, non si parla né di spazzate né di blocchi.
Anche da un punto di vista prettamente semantico, “bloccare” e “ricevere” sono due azioni esattamente contrarie: ricevere un regalo, ricevere un abbraccio, ricevere una persona, sono tutte azioni che presuppongono il gesto di accogliere, di far entrare, non certo quello di bloccare o tenere lontano. Quindi, molto probabilmente la difesa di cui si parla nel testo avrà la forma di un nagashi uke.

A questo punto, chi difende sostituisce/rimpiazza la mano destra con la sinistra: è usato il verbo 代える / kaeru, per l’appunto scambiare/rimpiazzare/sostituire. L’azione congiunta di “ricezione e sostituzione” è identificata da 受け代へ / uke-kae. È una modalità di ricezione classica del Karate di Okinawa, a volte tradotta volgarmente con “para e passa” (o con “doppio blocco”, come la definisce qualche maestro nostrano), quasi completamente abbandonata da molto nel Karate di stampo Giapponese (Shōtōkan e Shōtōkai in testa).
Infine, il testo dice di far scivolare [è usato il verbo 辷らす/suberasu, cioè scorrere, scivolare] la mano destra fino al collo dell’avversario ed eseguire una presa/stretta [摑み/tsukami] su di esso: questo gesto finale permetterà di proiettare/sconfiggere [倒す / taosu] l’avversario. L’azione di scivolamento, accoppiata col precedente uke-kae, realizza pienamente il concetto di hente/変手, pone al centro l’importanza della necessità di usare sempre entrambe le mani in stretta vicinanza [夫婦手 / meotode, le mani marito-moglie ] ed esalta il valore della sensibilità tattile.

Anche per questa volta è tutto!
(Continua)

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