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Alcune considerazioni per migliorare le lezioni di Karate on-line

Alcune considerazioni per migliorare le lezioni di Karate on-line

Tanti suggerimenti pratici e le attenzioni da tenere presenti per delle efficaci lezioni a distanza.

Di Nicola Bianchi

Quanto proposto in questo breve intervento sono una serie di appunti personali, raccolti nel corso del periodo della pandemia del 2020 da Covid-19, che spero possano risultare considerazioni utili per le lezioni online di karate. Dato che l’argomento può suscitare commenti circa l’utilità o la praticità dello strumento informatico è opportuno fare alcune precisazioni:

  • il karate non si può praticare solo da una video lezione;
  • lo studio e la pratica del contatto sono fondamentali;
  • la pratica ha bisogno della presenza del Maestro e della vicinanza dei compagni;
  • il karate necessità del luogo adeguato, il Dojo;
  • la pratica del karate online è solo uno strumento di sostegno e non può assolutamente sostituire quella in presenza.

La pratica del karate esige una serie di prerogative che rendono quanto segue un elenco di considerazioni favorevoli solo per eventuali altre esperienze online. Una condizione che mi auguro di non dover utilizzare ulteriormente quale unico mezzo di continuazione della mia arte marziale.

Ciò che maggiormente abbatte la motivazione dell’allievo è la solitudine.

PRESENTAZIONE
Durante una lezione online il Maestro, la cui presenza nel Dojo coinvolge tutti, risulta una voce lontana e un’immagine piccola nello schermo dell’allievo. Per questo motivo avviare la lezione con il saluto tradizionale e con un breve discorso introduttivo, conduce a un primo richiamo della regolare lezione svolta in palestra.
Un secondo aspetto da valutare prima dell’inizio della lezione, specialmente per un insegnante che non trasmette dal proprio Dojo, è la considerazione dello sfondo. Il karategi è bianco e la luce della stanza a volte crea riflessi e imperfezioni date dalla telecamera del proprio dispositivo. Ne consegue una visualizzazione scarsa in cui l’allievo è costretto ad avvicinarsi molto al proprio schermo per capire i movimenti del Maestro. Avere un’immagine nitida è un nota positiva per non creare disturbi che possano trasformarsi in distrazioni.

SPIEGAZIONI
Le spiegazioni nelle lezioni online devono tenere presente il modo con cui viene ricevuto il messaggio dagli allievi. Vi sono diversi modi di spiegare ed eseguire ciò che si vuole comunicare.
Di seguito ne riporto 3:

  • Spiegazione frontale regolare: il Maestro guarda lo schermo e spiega come se avesse davanti gli allievi. In questo caso la comprensione delle tecniche non presenta alcun problema, ma è opportuno enunciare ogni tecnica indicando se eseguita con la sinistra o la destra, o indicando la direzione precisa verso cui rivolgersi. Se il livello degli allievi è basso (principianti) o se sono bambini, potrebbe essere difficoltoso copiare l’immagine contraria. La mano sinistra dell’insegnante, infatti, risulta essere opposta rispetto a quella sinistra degli allievi (non a specchio).
  • Spiegazione frontale rovesciata: il Maestro spiega guardando lo schermo come nell’esempio sopra, indicando destra, sinistra o le direzione cardinali, ma le esegue al rovescio dando un’immagine a specchio (es: gyakutsuki sinistro viene eseguito con braccio destro dall’insegnante). Questo metodo è utile per le video lezioni con i bambini in quanto la loro alta capacità di copiare un’immagine visiva viene favorita.
  • Spiegazione di schiena: il Maestro spiega la prima volta di fronte, per far vedere le tecniche, poi continua la pratica, dando i comandi di esecuzione, girato di schiena, nella medesima direzione degli allievi. Questo metodo è utile se ci sono spostamenti in varie direzioni (ad esempio un happo bunkai), in quanto l’esempio dell’insegnante sullo schermo sarà l’esatta riproduzione di quanto l’allievo dovrà eseguire. Com’è facile comprendere, questo metodo comporta l’impossibilità di vedere bene alcune tecniche eseguite dall’insegnante.

PRESENZA

  • Durante una video lezione online ciò che maggiormente abbatte la motivazione dell’allievo è la solitudine nel non poter udire i rumori e respiri dei compagni, i suoni della palestra (la maggior parte delle video lezioni prevede, per non creare disturbi, la chiusura dei microfoni dei partecipanti, lasciando aperto solo quello dell’oratore). Per far fronte a questa senso di isolamento è importante che la voce del Maestro arrivi chiara e forte. Inoltre, è un buon metodo quello di contare tutti gli esercizi facendo sentire continuamente la propria presenza (per quanto possibile), evitando momenti di vuoto. Nei corsi con i bambini è un ulteriore efficacie strumento quello di contare una serie di esercizi, prima in modo regolare (ad esempio da 1 a 10), poi al contrario con il conto alla rovescia. Questo metodo auditivo spinge i giovani a incrementare l’impegno a mano a mano che il conteggio diminuisce (I numeri 3, 2, 1 solitamente vengono fatti con maggior intensità).
  • Un ulteriore ottimo metodo per rendere più forte la percezione del gruppo e del Dojo, è quella di chiedere a un allievo, saltuariamente, di dare lui i comandi, oppure, di eseguire alcune tecniche proposte facendo da esempio per tutti i presenti (utilizzando la piattaforma Zoom l’Ospite può “mettere in evidenza” un partecipante). In questo modo si crea un legame non solo col soggetto chiamato a partecipare attivamente, ma con l’intero gruppo che sente, vede, un membro del Dojo (o dello stage). Tutto questo riporta ancora una volta alla sensazione della presenza dell’intero gruppo di praticanti presenti.

Uno stage in video lezione è molto utile per accrescere il bagaglio culturale dell’allievo, ma ben poco allenante.

COINVOLGIMENTO 

  • Evidenziare un partecipante, come suggerito sopra, è un ottimo metodo da utilizzare durante le lezione anche senza darne preavviso. Durante l’insegnamento il Maestro, avvicinatosi allo schermo per osservare gli allievi, può “mettere in evidenza” diversi utenti in modo da renderli più partecipi e attenti. In quel momento questi saranno per un breve periodo davanti a tutti gli utenti collegati. Questo crea in loro concentrazione e coinvolgimento utili per accendere ulteriormente il giusto spirito.
  • Per quanto l’insegnante spesso non veda adeguatamente gli allievi nelle caselle presenti in una schermata (come quella di Zoom o Gotomeeting), riuscire a percepire un errore o una correzione ed evidenziarli durante l’esecuzione degli allievi, regala una grande spinta emotiva – il Maestro fra tutti i presenti ha fatto il mio nome, mi ha corretto, quindi sta attento a me, anche se siamo lontani mi ha cercato –, così l’allievo si sente parte dell’allenamento e più vicino alla pratica in presenza.
  • Un ultimo particolare gesto per migliorare la concentrazione degli allievi è quello di dare i comandi lasciando vedere il Dojo da cui trasmette il Maestro (sempre che abbia una palestra a disposizione da cui poter effettuare il collegamento). Se non vi fosse possibilità del Dojo per la trasmissione questo punto non è da considerare. Dando i comandi dal lato alla telecamera, senza essere visto, ma mostrando invece il Dojo, il Maestro lascia che gli allievi eseguano il programma con impulsi uditivi e visualizzino nello schermo il luogo della pratica quotidiana. Questo piccolo focus sul proprio Dojo ricorda il ritorno al luogo di pratica e proietta verso un ambiente diverso e più adeguato rispetto a quello casalingo.

REGISTRAZIONE 

  • Le lezioni online, oltre le varie mancanze suddette nelle prerogative della pratica a inizio articolo, hanno la grandissima difficoltà della totale assenza delle correzioni del Maestro. L’insegnante non è in grado di dare correzioni adeguate durante la pratica e gli allievi possono maturare difetti ed errori. 
  • Attraverso la registrazione delle lezioni, il Maestro può rivedere quanto svolto dagli allievi e dare loro alcune correzioni scritte cui l’allievo cercherà di fare attenzione nelle lezioni successive. Questo strumento non può essere utilizzato negli stage o nelle video lezioni dove sono presenti molti utenti. Per quanto il Maestro possa correggere solo alcuni (pochi) allievi, la visualizzazione (piattaforma Zoom), non è adeguata, riportando una griglia con quadranti molto piccoli.

STAGE

  • Durante uno stage in presenza i partecipanti ricevono spunti di riflessione da applicare nei loro allenamenti quotidiani e con il proprio insegnante. La partecipazione dal vivo a questi eventi regala, oltre al programma proposto dal Maestro, una serie di esempi dati sia dalle dimostrazioni effettuate (dal Maestro stesso o da eventuali altri praticanti), sia dai partecipanti circostanti. L’acquisizione di nozioni tecniche e la percezione del giusto spirito con cui affrontare la pratica sono un messaggio forte, incisivo e di grande aiuto. Tali aspetti, purtroppo, non sono tutti presenti in uno stage online dove il praticante risulta essere da solo nel suo ambiente, con l’unica immagine dell’insegnante nello schermo. Per questo motivo uno stage in video lezione è molto utile per accrescere il bagaglio culturale dell’allievo, ma ben poco allenante. 
  • In una serie di video lezioni in modalità “stage” si deve tenere presente che un allievo riceverà maggior guadagno nell’imparare schemi e nozioni, che successivamente allenerà nel Dojo sotto l’attento occhio del proprio Maestro, piuttosto che ripetere un allenamento già conosciuto (come suddetto senza correzioni adeguate, stimoli esterni, esempi e confronti), come se stesse effettuando una lezione quotidiana.
  • Per tale motivo ritengo che gli stage nella pratica online siano un ottimo metodo di acquisizione di conoscenza, specialmente per esperti o insegnanti, ma molto difficoltoso per l’allenamento delle capacità personali.

Il Maestro fra tutti i presenti ha fatto il mio nome, mi ha corretto, quindi sta attento a me…

Nel corso dell’anno che ci ha visti utilizzare le video lezioni, oltre le enunciate e ben note difficoltà, ho avuto modo di partecipare a molti stage che diversamente non avrei potuto frequentare per impegni e distanze. Lo strumento, che è risultato essere l’unica ancora di salvezza nell’anno appena trascorso, ha avuto il positivo effetto di mettere in moto un movimento di partecipazione agile e semplice.
Il karate ha avuto modo di mantenersi attivo e di regalare, nonostante tutto, aspetti costruttivi tramite lo strumento ausiliario dell’online.
Adesso però dobbiamo tornare in palestra, nel nostro Dojo, e allenare quanto maturato individualmente, ma soprattutto a ritrovare la pratica reale. Ciononostante, ritengo che quanto intrapreso non vada perso, ma, al contrario, mantenuto come un’esperienza utile e un mezzo valido per confronti senza distanze.

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