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5°-6° Incontri Corso Istruttori e Maestri 2019/2021

5°-6° Incontri Corso Istruttori e Maestri 2019/2021

“Ogni lungo viaggio inizia con un primo passo”. Con questo spirito prosegue il corso, reso più arduo quest’anno dalle lezioni on-line.

Di Grazia Bruni

“Ogni lungo viaggio inizia con un primo passo”, queste le note parole di Lao Tsu fondatore del Taoismo. Vi chiederete cosa possano c’entrare con un corso per aspiranti istruttori di Karate, la risposta è semplice: esattamente un anno fa abbiamo iniziato un viaggio lungo, difficile, fatto di sacrifici e noi tutti lo abbiamo iniziato con un passo, quello metaforico dell’andare incontro a qualcosa. Un passo in avanti, chiaro, preciso e deciso come solo dei karateka sanno fare. Un passo di “attacco”, portato a segno con consapevolezza, perché chi pratica Karate ha le idee chiare, sa quello che vuole, sia da una tecnica di attacco sia dalla vita.
È così che ci siamo ritrovati ad affrontare questo viaggio alla scoperta della nostra arte, non che prima non fossimo preparati o consapevoli, ma affrontavamo tutto dalla parte della barricata dedicata agli allievi, il cui compito è quello di imparare. Ora ci formiamo per fare un salto, anzi un passo molto importante, passare dalla parte di chi insegna, di chi oltre a continuare a imparare deve spiegare, tramandare una disciplina. Non è cosa semplice. Significa sviscerare una materia e studiarla in modo approfondito, guardare non l’intero tessuto, ma la singola trama e il singolo ordito. Essere in grado di rispondere, in maniera chiara e specifica, a ogni domanda. Sapere come e perché si fa in quel modo e non solo saper fare. 

Chi pratica Karate ha le idee chiare, sa quello che vuole, sia da una tecnica di attacco sia dalla vita.

È questo che i Maestri del corso insegnano: capire cosa si nasconde dietro a un colpo, perché lo stesso risulta più o meno efficace, conoscere i principi fisici di forza e velocità.
Scoprire la scrittura giapponese ed essere in grado di scrivere il proprio nome o quello dei propri allievi perché, sembrerà sciocco, ma la prima cosa che un bimbo affascinato dall’oriente chiede è proprio questa “Come si scrive il mio nome in Giapponese?”. Già, il fascino del diverso, un ideogramma è affascinante se lo si guarda con gli occhi di un bambino, o con quelli di un innamorato (stato d’animo perenne di noi praticanti), ma è difficile e complicato proprio perché non è nella nostra natura, non l’abbiamo appreso a scuola. Ma è giusto conoscere la cultura da cui proviene la nostra disciplina; è rispettoso nei confronti dei Maestri che hanno lasciato la loro terra natia per venire a insegnarci la loro arte; è importante per tramandare l’essenza stessa del karate. Ma non basta. Non basta approcciarsi alla biomeccanica e alla cultura giapponese: bisogna approcciarsi anche all’educazione motoria, perché il corpo è il primo mezzo con cui l’individuo sperimenta l’ambiente, è il primo canale di comunicazione fra lui e gli altri e continuerà a essere l’intermediario privilegiato nella relazione con gli altri, tra il mondo interno e quello esterno a sé. È importante per noi futuri istruttori imparare le strategie migliori per adattare l’educazione motoria al karate. 

È importante per noi futuri istruttori imparare le strategie migliori per adattare l’educazione motoria al karate.

Non è stato semplice affrontare questa materia sulla piattaforma zoom.
Il M° Salvatore Giordano, coadiuvato da un assistente, ci ha mostrato tutto, ma la magia della pratica è stata persa anche questa volta. Infatti, seppure siano nozioni teoriche hanno bisogno di pratica per essere ben intese, purtroppo però anche queste ultime lezioni di agosto sono state tenute on-line. Non sono state solo lezioni teoriche, ma anche pratiche e così ripetere le combinazioni lineari del kihon di 3° dan, studiare il kata Hangetsu e gli spostamenti del kumite, ha comportato la solita fatica psicofisica sia da parte dei corsisti, sia da parte dei maestri (Giusti, Pesce, Giordano), i quali fanno un gran lavoro per riuscire a controllarci dallo schermo di un pc.
I tempi stretti, la mancanza di contatto e di dialogo, dovuti al mezzo di comunicazione, non rendono le cose facili, ma noi siamo fiduciosi, siamo tenaci e non molliamo, abbiamo intrapreso questo viaggio e lo porteremo a termine… se mai ci sia una fine per un viaggio così affascinante come quello nel mondo del Karate.

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