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KarateDo n°30

Cari lettori,
con questo editoriale vorremmo invi- tarvi a non dare per scontato quanto andremo a sottolineare riguardo ai contenuti del nuovo numero. Il fatto che questa sia una rivista che parla di Karate (e dintorni…), non significa che quanto scopriamo, percepiamo o ricerchiamo in tale cammino sia uguale per tutti i praticanti. Ognuno di noi è diverso per età, sesso, storia personale, sensibilità ecc., aspetti che sicuramente portiamo con noi nella pratica e che condizionano l’apprendimento. Questa premessa per dire che non ci stancheremo mai di svelare la totalità di quest’arte, ma che sarebbe presuntuoso, nonché pretestuoso, ritenere che tutti i prati- canti abbiano coscienza ed effettiva esperienza della ricchezza offerta da questa Via.
Ciò detto, ci sembra interessante rilevare come da qualche tempo nei nostri articoli trovi spazio un approc- cio olistico alla persona, con modalità che comunque si distinguono da quel pensiero new age che, pur- troppo, troppo spesso risulta essere inconsistente e superficiale nelle sue teorizzazioni.
Nei nostri articoli, invece, si capisce bene come, pur partendo dalle specifiche cognizioni occidentali, che hanno “perso per strada” già da secoli la visione unitaria dell’uomo (corpo-mente-spirito), si possa e si riesca ad accogliere in modo natura- le, ma anche più consono alla nostra tradizione culturale, ciò che l’antica sapienza orientale – dall’India alla Cina – da millenni conosce e applica nella valutazione della salute e della persona.
Si veda ad esempio il nuovo articolo del dott. Cembran che sostanzia con i suoi precisi riferimenti fisiologici
i benefici, da sempre conosciuti in Oriente, della corretta respirazione diaframmatica, magari accompa- gnata dalla meditazione, e la loro ricaduta salutare nella nostra vita quotidiana.
Ugualmente l’articolo del dott. Rossetto ci sollecita con alcune sug- gestioni che legano mente – corpo – cuore, innanzitutto nella pratica del Karate, e che contribuisce anche a far sorgere in noi riflessioni non scontante sul nostro approccio alla pratica.
Senza dimenticare il dott. Zavattini che cerca di introdurci agli aspetti più propriamente orientali di questa visione olistica.
Articoli da cui ci perviene un’immagine di noi come individui unici, alla ricerca, anche attraverso la Via del Karate, di un’unità che ci consenta di includere armoniosamente le istanze che premono dentro e fuori di noi e che così tante volte sentiamo in contrasto tra loro.
Proviamo allora ad approfittare di questo periodo estivo per regalarci del tempo così prezioso per il nostro benessere e per la nostra “centratu- ra”… magari meditando!

Buone vacanze!

  • Guardando s’impara: “i neuroni specchio”

    Guardando s’impara: “i neuroni specchio”0

    Sembra magia, ma è una scoperta delle neuroscienze: i neuroni attivati nell’esecutore di un’azione sono attivati anche nell’osservatore. Osservare un gesto tecnico, nel Karate, nell’Autodifesa femminile e non solo, è fondamentale per l’apprendimento.

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