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L’azione antiossidante nella pratica del Karate (Parte 2)

L’azione antiossidante nella pratica del Karate (Parte 2)
Foto di Fabrizio Bagnoli

I fantastici 3 antiage per gli sportivi: Acido Alfa Lipoico, Acetil Carnitina, L Carnosina

IL TRIO ANTIAGE

  • Acido Alfa Lipoico
  • Acetil Carnitina
  • L Carnosina

… si evidenzia come la sola acetil carnitina, rispetto alla L-carnitina, sia stata in grado di diminuire i danni da stress ossidativo.

In uno studio pubblicato nel “Proceedings of the National Academy of Sciences”, rivista scientifica statunitense, organo ufficiale della United States National Academy of Sciences, il biochimico Bruce Ames e un team di scienziati, hanno descritto la potente abilità sinergica dell’acido alfa lipoico e dell’acetil carnitina nel combattere l’invecchiamento.
Insieme, questi due nutrienti hanno dimostrato: 

  • di avere un’azione antidiabetica riducendo l’insulino resistenza, 
  • di migliorare la salute del cuore;
  • di mantenere la corretta funzione cognitiva; 
  • di supportare la produzione di energia;
  • di proteggere il corpo dalle radiazioni, dalle sostanze chimiche e dai metalli pesanti;
  • di modulare la funzione immunitaria riducendo l’infiammazione. 

Quando queste due sostanze sono combinate con la carnosina, un potente trio per la longevità è creato. 

ACIDO ALFA LIPOICO

           

Azione antiossidante
L’acido lipoico o acido tiottico, in quanto contiene zolfo, è uno dei maggiori antiossidanti e rigeneranti degli stessi (glutatione, vit. C, vit. E). È altamente assorbibile attraverso la membrana cellulare; è sia liposolubile sia idrosolubile, svolgendo la sua azione antiossidante all’interno e all’esterno della cellula. Grazie al gruppo tiolico (gruppo solfidrico contenente zolfo) è in grado di eliminare i metalli pesanti, di ridurre l’infiammazione dell’intestino e di sostenere la detossificazione epatica.

Azione metabolica
L’acido alfa lipoico è coinvolto nella trasformazione del glucosio e dei grassi in energia, trasforma l’acido piruvico derivante dalla trasformazione dei carboidrati in acetilcoenzima A, tappa fondamentale del ciclo di Krebs che produce energia in forma aerobica. Come detto precedentemente, se questa tappa metabolica non funziona in maniera adeguata avremo la trasformazione dell’acido piruvico in acido lattico, secondo il Dr. Hans Tritshler l’acido lipoico può aumentare la conversione di glucosio in ATP del 40% e questa è una condizione essenziale per avere sempre “carburante” a disposizione negli sport di endurance. 

ACETIL CARNITINA

L-acetilcarnitina, è una forma acetilata della L-carnitina. L’Acetilcarnitina viene sintetizzata nei mitocondri. L’Acetilcarnitina facilita l’entrata dell’acetil-Co-A all’interno dei mitocondri durante l’ossidazione energetica dei grassi e aumenta la produzione di acetilcolina.

Azione antiossidante
In questo studio – pubblicato in Ann N Y Acad Sci., 2004 Nov., dal titolo Comparison of the effects of L-carnitine and acetyl-L-carnitine on carnitine levels, ambulatory activity, and oxidative stress biomarkers in the brain of old rats, Liu J1, e coll. – si evidenzia come la sola acetil carnitina, rispetto alla L-carnitina, sia stata in grado di diminuire i danni da stress ossidativo, inclusa la riduzione della malondialdeide, indicatore di danno alle membrane cellulari e di lipoperossidazione del colesterolo “cattivo” LDL, condizione che aumenta il rischio di formazione della placca ateromasica ed è presente sia nei fumatori, sia nei malati cronici e purtroppo anche negli sportivi che esagerano nella pratica. 

Azione metabolica
L’Acetil carnitina facilita l’assorbimento di acetilcoenzima A nel mitocondrio durante l’ossidazione degli acidi grassi, in altre parole, facilita l’entrata degli acidi grassi a lunga catena (trigliceridi) nei mitocondri, ossia le centraline energetiche della cellula, dove vengono trasformati in energia. Aumenta anche la formazione di acetil colina – neurotrasmettitore fondamentale sia del sistema nervoso centrale dove è essenziale per la memoria, per le funzioni cognitive e per il controllo del movimento, sia a livello del sistema nervoso periferico dove ha funzione eccitatoria dei muscoli volontari –, mentre a livello del sistema nevoso neurovegetativo attiva il sistema parasimpatico che ha funzioni rilassanti e moltissime altre azioni, non ultima la minor formazione di acido lattico.

L CARNOSINA

La Carnosina è un dipeptide ottenuto dalla reazione di condensazione tra β-alanina e L-istidina. Si trova prevalentemente nel cervello e nei muscoli e ha  proprietà antiossidanti, anti-invecchiamento e antiglicazione. 

Attività antiossidante
Nella Review apparso nel 2009 su Adv Food Nutr Res. dal titolo Carnosine and its possible roles in nutrition and health.
Hipkiss AR1, dove si evidenzia che la carnosina può esercitare azioni antiage nell’uomo e le sue attività includono l’azione scavenger ossia di spazzino di radicali liberi, sia quelli derivanti dall’ossigeno, come il superossido anione, l’acqua ossigenata e l’ossigeno singoletto, sia le specie reattive dell’azoto, come il superossido di azoto e l’ossido di azoto. Inoltre, chela metalli pesanti come il rame in eccesso ed espleta azione antiglicazione e anticrosslinking, situazioni di danno alle strutture nervose, tipiche del soggetto diabetico, in cui gli zuccheri si coniugano in maniera anomala alle proteine e di cui l’emoglobina glicata ne è l’indicatore principale.
La carnosina ci protegge anche dalla perossidazione dei grassi riducendo i livelli di malondialdeide, di acetaldeide e di metil glyoxal. Inoltre, da studi su animale, si evince come la carnosina riduca l’accumulo delle temutissime proteine beta amilode (tipiche dell’Alzheimer) a livello dell’ippocampo (area cerebrale che facilita l’integrazione della memoria a breve termine in memoria a lungo termine e ha un ruolo fondamentale nella memoria semantica e dichiarativa oltre che nella memoria spaziale).

La Carnosina … si trova prevalentemente nel cervello e nei muscoli e ha proprietà antiossidanti, anti-invecchiamento e antiglicazione.

Azione metabolica
L’azione metabolica più importante per gli sportivi è sicuramente l’azione tampone nei confronti dell’acido lattico.
La carnosina è presente nelle fibre muscolari di tipo II, cioè quelle a contrazione rapida e che possono eseguire uno sforzo limitato nel tempo, perché riescono a produrre energia in assenza di ossigeno, anaerobiche. Questa via di produzione energetica è limitata dall’eccesso di acido lattico e ioni H+ (idrogenioni acidi) che queste lasciano come residuo ed è uno dei fattori limitanti nel tempo di esecuzione. Tamponando gli ioni H+ si mantiene la forza muscolare per un tempo più lungo, importante per eseguire dei gesti atletici rapidi e continui. Inoltre, è una sostanza che agisce a livello intracellulare (dove viene prodotto l’acido lattico), mentre altre sostanze tampone come il bicarbonato di sodio agiscono a livello extracellulare.
La carnosina aumenta la fosforilazione ossidativa (aumenta la produzione di ATP) e la sua liberazione da parte delle cellule muscolari, inoltre, incrementa la capacità di trasporto di ossigeno dell’emoglobina. In sintesi: aumenta la produzione di energia, riduce radicali liberi e acidi, diminuendo l’affaticamento e migliorando la performance globale.

Oss, buona e longeva pratica!

Parte 01

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