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Yama day

Il M° Campari riunisce i suoi atleti italiani e d’Oltralpe, per un weekend all’insegna del karate.

Di Carlotta Prete

Si chiama “Yama Day”, ma si tratta a tutti gli effetti di “Yama week-end”: sia per la durata della manifestazione (venerdì, sabato e domenica), sia per l’atmosfera festosa e spensierata, tipica dei fine settimana, che contagia tutti coloro che vi partecipano. E così, nei primi giorni di maggio… dalle Alpi al Pollino e dal Dnepr al Reno, si sono incontrate alla Yama Milano decine e decine di amici.

Dalle Alpi al Pollino e dal Dnepr al Reno, si sono incontrate alla Yama Milano decine e decine di amici.

Da ogni angolo dell’Europa sono confluite qui anche quest’anno le delegazioni di molti dei club italiani ed esteri che, ormai da tempo, ospitano i seminari internazionali del M° Silvio Campari. Tantissimi praticanti di ogni età mossi fin qui per l’eccellenza del Karate e l’accoglienza dell’Italia: caratteristiche che contraddistinguono il nostro paese in tutto il mondo e che trovano la giusta combinazione anche alla Yama Milano.

Questa iniziativa, ideata e promossa dal Maestro Campari, si snoda in tre giorni di allenamento e studio di Kata, Kata Bunkai e strategia di Kumite combinati tra loro: un programma ogni anno originale, ma pur sempre articolato e impegnativo (il seminario è aperto dal grado minimo di cintura blu). Tuttavia, pur affrontando il Karate in tutte le sue declinazioni, le ore di (dura!) pratica trascorrono veloci, per lasciare un piccolo spazio alla sfaccettatura più “agonistica” di questa disciplina: la Yama Cup, gara (ovviamente di Kata e Kumite) per gli agonisti e la Yama Youth Cup per gli atleti più giovani.

Infine, deposto il karategi e asciugato il sudore, inizia “ufficialmente” il divertimento: si chiama Yama Party (manco a dirlo) e vede le sponde del Lago Bellaria, dove si svolgono la cena e la festa, animarsi fino a tarda sera!
Da tanti annispiega il Maestro Campari ho la fortuna di viaggiare anche all’estero per insegnare Karate e diffondere la Scuola e i valori del mio Maestro Hiroshi Shirai. Con il tempo mi sono accorto che, nonostante le distanze e le diversità, ad accomunare tutte le persone che incontravo sul mio cammino non c’erano solo i gesti tecnici che insegnavo loro: si era creata un’energia molto più profonda, un fil rouge invisibile, ma altrettanto forte. Allora, mi sono detto: perché non unire davvero tutte queste persone, almeno una volta all’anno, ed essere io ad accogliere loro, cercando di avere la stessa premura e attenzione che anche i miei ‘allievi d’Oltralpe’ mi hanno sempre riservato? Così, quattro anni fa, è nato Yama Day!”.

Tre giorni di allenamento e studio di Kata, Kata Bunkai e strategia di Kumite combinati tra loro.

E questa sinergia è davvero palpabile. Basta trovarsi a vivere qualche ora lo Yama Day per accorgersi di come, in un’era sempre più social, il Karate sia un mezzo positivo e potente per unire le persone: ex campioni arrivati dall’Ucraina studiano un bunkai insieme a uno storico allenatore della nazionale olandese e a un karateka amatore di Basilea; una promessa dello Junior team austriaco ripassa il kata per la gara con un pre-agonista di Torino e l’intera squadra di Passau intona canzoni italiane con la delegazione arrivata in minibus dalla Calabria… e allora, che ogni giorno sia uno Yama Day!

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